Eccolo,
anche questa sera abbaia, nel silenzio della serata, quel cane, sempre lui
Rompe
questa tranquilla atmosfera.
C’è
un ricordo che è sfuggito alla mia memoria, lungo stretti sentieri solcati
nella neve,
una
vaga sensazione lentamente tormenta i miei pensieri.
Appoggiandomi
sulla fredda corteccia di un albero, lento risale dai profondi meandri
Di
un’oscurità senza stelle, dove un freddo vento soffia pungente sul mio volto.
Eccolo,
esplode nei miei pensieri. Il ricordo di un’altra fredda notte, la notte
Di
un bimbo impaurito ai margini di un bosco, pregno delle proprie paure,
dei
suoi fantasmi che ogni ramo mosso dal
vento trasforma in realtà alimentate da quel lontano abbaiare ai limiti della
città.
La
neve, strano pensiero in questa sera di ferragosto.
Sarà
forse dettato dal caldo, o forse dal sonno.
Aldilà
della finestra, ora il cane tace e riesco a sentire da lontano una musica,
e
non saprei se sia una finestra aperta oppure qualche festa lontana.
Pensavo
di sentire i fuochi questa sera.
Invece
nulla.
E
penso al mio letto, là dove mia moglie già dorme.
Domani
non ci sarà la sveglia a chiamarmi, domani non devo andare a lavorare.

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