Eccomi qui anche oggi,
in questo mio minimondo che mi creo
qui seduto su una panchina in questo angolo della
città.
Pervaso o forse invaso da una strana inquietudine,
e leggermente stordito da una musica
a tratti ritmata e spesso dolce
che esce dal mio piccolo Ipod.
Credo sia
una profonda stanchezza che come la risacca del mare, ogni giorno
lambisce le mie rive. Erodendo lentamente gli scogli, i miei giorni.
Un piccolo tempo e subito il pensiero, la rabbia
che schiuma nel fondo di un niente che cresce. Nulla riesce al di là delle
speranze.
E a nulla serve cercare di evitare il pensiero
doloroso, perfido ti raggiunge, chiudendo per un attimo il tuo sorriso dietro
un velo di tristezza. Anche se quello di mio padre, col tempo nella traccia che
Ci ha lasciato ritrovo un giusto equilibrio,
tu mi fai ancora male e la sola speranza,
quella di non pensarti troppo
e scrivere queste mie lacrime.
E’ difficile… Piccola..
Zio

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