Fredda, l’aria che mi trafigge i polmoni,
la luce fortissima del mattino
riflessa sulla coperta di neve.
Calma, silenzio turbato solo
Dal respiro e da passi che
Tracciano una ferita sul bianco
Candore della neve.
Mi ritrovo, incosciente, come un bambino,
perso nella meraviglia di mille scintille.
Fuggono gli ultimi residui
Di nuvole, lasciando limpido
il cielo del mattino.
Mi perdo ad osservare bianchi rami,
grossi cumuli di neve che nascondono
cespugli.
Passo dopo passo, il silenzio
Lascia lentamente spazio ad un
Suono, sempre meno nascosto,
ma dolce e rilassante.
E il piccolo ruscello si fa strada
Tra i rami curvi e bianchi,
l’acqua scorre lenta, sinuosa e
spesso si perde sotto strati
di ghiaccio, anche lui ricoperto di neve.
Solo un’impressione, ma mi era
Sembrato di vedere qualcosa di scuro
Scapare, forse un topolino, forse…..
Poi improvviso un suono
Forte, un suono che spegne
Questo panorama, e la
Sveglia suona. A fatica
Apro gli occhi e finisco il
Mio momento di quiete.
Mi rivesto del mio ruolo,
colazione, barba, denti, vestiti,
auto, lavoro, ciao,
come stai (ma a chi importa saperlo? L’importante è
chiederlo.)
e sorridere, perché devi sorridere!
Portare la giornata fino alla sera,
quando finalmente ti siedi in macchina
e giri l’interruttore della mente per
quel periodo di strada fino a casa.
Qui lasci andare i pensieri,
belli e brutti, tanto quando poi
arrivi, è lei che dolcemente li cancella.
GT
