lunedì 5 maggio 2014

Sed Alessandra



Eccomi qui anche oggi,
in questo mio minimondo che mi creo
qui seduto su una panchina in questo angolo della città.
Pervaso o forse invaso da una strana inquietudine,
e leggermente stordito da una musica
a tratti ritmata e spesso dolce
che esce dal mio piccolo Ipod.
Credo sia  una profonda stanchezza che come la risacca del mare, ogni giorno lambisce le mie rive. Erodendo lentamente gli scogli, i miei giorni.
Un piccolo tempo e subito il pensiero, la rabbia che schiuma nel fondo di un niente che cresce. Nulla riesce al di là delle speranze.
E a nulla serve cercare di evitare il pensiero doloroso, perfido ti raggiunge, chiudendo per un attimo il tuo sorriso dietro un velo di tristezza. Anche se quello di mio padre, col tempo nella traccia che
Ci ha lasciato ritrovo un giusto equilibrio,
tu mi fai ancora male e la sola speranza,
quella di non pensarti troppo
e scrivere queste mie lacrime.
E’ difficile… Piccola..
Zio