Una
parete bianca, liscia.
Nessun
quadro, ne finestre.
Lenta
la luce di una fiammella
danza
e si muove, lenta lenta.
Eppure
non un filo d'aria,
nessun
movimento, nulla,
ma
si muove e danza. Sospesa
nella
stanza, dove una leggera polvere bianca
posata
sul pavimento, recita la traccia del tempo passato.
Un'
assente presenza, viva nella mia anima.
Irreale
una goccia precipita sul bianco candore
di
questa polvere. Il principio di una pioggia,
l'impossibile
pioggia qui nel chiuso,
nell'oscurità
solcata dalla dolce danza della fiamma,
e
non pioggia, non lacrime ma gocce di vita
che
dal profondo buio rinasce .
E
la luce lentamente riprende il suo posto
e
forse è solo immaginazione ma la voce di un
bambino
è cosi reale che è lì, lo sento.
Non
la conosco, ma sono certo che quella voce
è
la mia voce, era la mia voce.
E
sale, lentamente sale in me
l'eco
di quella voce, il principio di una vita,
la
traccia presa da coloro che mi diedero la vita
e
nel contributo del mio tempo,
lascerò.
G.
