sabato 4 giugno 2016

Et lux in tenebris lucet


Una parete bianca, liscia.
Nessun quadro, ne finestre.
Lenta la luce di una fiammella
danza e si muove, lenta lenta.
Eppure non un filo d'aria,
nessun movimento, nulla,
ma si muove e danza. Sospesa
nella stanza, dove una leggera polvere bianca
posata sul pavimento, recita la traccia del tempo passato.
Un' assente presenza, viva nella mia anima.
Irreale una goccia precipita sul bianco candore
di questa polvere. Il principio di una pioggia,
l'impossibile pioggia qui nel chiuso,
nell'oscurità solcata dalla dolce danza della fiamma,
e non pioggia, non lacrime ma gocce di vita
che dal profondo buio rinasce .
E la luce lentamente riprende il suo posto
e forse è solo immaginazione ma la voce di un
bambino è cosi reale che è lì, lo sento.
Non la conosco, ma sono certo che quella voce
è la mia voce, era la mia voce.
E sale, lentamente sale in me
l'eco di quella voce, il principio di una vita,
la traccia presa da coloro che mi diedero la vita
e nel contributo del mio tempo,

lascerò.

G.