Un volto nella notte della memoria
Premessa:
Sono in camera mia, è molto tardi.
Il cielo è nero senza luna ne stelle.
Sono stanco e la musica continua
Dolcemente a suonare.
Il mio pensiero è quasi costantemente a
lei,
ai suoi occhi, alla sua bocca, al suo
volto…
ma sono stanco e non solo fisicamente…
scrivo non ciò che il cervello detta
ma ciò che il cuore sente…
la luce è molto forte, e gli ochi
si fanno pesanti. Ma il cuore sente
e devo scrivere per lei.
15.06.1975
Una farfalla nella notte
alla ricerca della luce.
Un ubriaco per la strada
Alla ricerca di un letto.
Un volo di colori nel
Buio della propria anima,
tormentata, che non
fa niente per cedere
e sta lì ad ascoltare
tutti i rumori del silenzio.
Un silenzio pesante,
quasi atroce del quale
ciascuno crede esserne la causa.
E’ notte,
notte sulla città,
notte sul mare,
notte nel cuore triste
di un amore che perde
ogni sensazione di vita
proprio nell’attimo in cui
egli perde i suoi entusiasmi
nei tempi infiniti di Cupido.
Amarezza strana.
E strana sensazione
Lascia quel momento
Avvolto nel buio.
E quel tempio sacro,
che porta lontano
nel profondo abisso di nebbia,
che delimita il presente e il futuro
trovando oltre quest’ultimo
il passati di un’altra generazione.
Quella del suo presente.
Trevisan Jean
15.06.1975

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