domenica 30 ottobre 2016

Gratias ad vitam



E se per caso, esci,
fuori e fuori da te stesso.
E scopri nuovamente il sole,
i suoni della vita,
un semplice “buongiorno”
dato da due sconosciuti
incrociati su quella strada
che sale verso i monti
nei tuoi ricordi.
Indietro nel tempo,
dieci, venti, trent’anni,
tanti, tanto tempo.
E come l’acqua che scende
dalla cascata, i pensieri
affollano lo spiraglio
aperto nella mia mente.
E percorrere questa strada
col mio primo piccolo amore,
allora unica risorsa per 
il suo sonno.
Vagare per i boschi, camminare
sapendo di vedere i sentieri,
poi invece perdersi in quel
vagare.
Salire e scendere tutti i giorni
quella strada per un lavoro
che rubava il tempo
non più ritrovato.
E anche più tardi
quando il caldo lasciava
spazio ai primi venti d’autunno,
qui abbiamo passato
i pomeriggi delle nostre domeniche.
Forse è meglio richiudere
questo spiraglio, lasciare
i ricordi là dove hanno
albergato fino ad oggi.
Non sono religioso, ma oggi
se potessi farei mia una preghiera,
per ringraziare
la vita del tempo che mi ha concesso,
di quello che ancora mi darà
e di tutto ciò che mi ha
dato per riempirlo.


TG

2016

sabato 4 giugno 2016

Et lux in tenebris lucet


Una parete bianca, liscia.
Nessun quadro, ne finestre.
Lenta la luce di una fiammella
danza e si muove, lenta lenta.
Eppure non un filo d'aria,
nessun movimento, nulla,
ma si muove e danza. Sospesa
nella stanza, dove una leggera polvere bianca
posata sul pavimento, recita la traccia del tempo passato.
Un' assente presenza, viva nella mia anima.
Irreale una goccia precipita sul bianco candore
di questa polvere. Il principio di una pioggia,
l'impossibile pioggia qui nel chiuso,
nell'oscurità solcata dalla dolce danza della fiamma,
e non pioggia, non lacrime ma gocce di vita
che dal profondo buio rinasce .
E la luce lentamente riprende il suo posto
e forse è solo immaginazione ma la voce di un
bambino è cosi reale che è lì, lo sento.
Non la conosco, ma sono certo che quella voce
è la mia voce, era la mia voce.
E sale, lentamente sale in me
l'eco di quella voce, il principio di una vita,
la traccia presa da coloro che mi diedero la vita
e nel contributo del mio tempo,

lascerò.

G.