domenica 30 ottobre 2016

Gratias ad vitam



E se per caso, esci,
fuori e fuori da te stesso.
E scopri nuovamente il sole,
i suoni della vita,
un semplice “buongiorno”
dato da due sconosciuti
incrociati su quella strada
che sale verso i monti
nei tuoi ricordi.
Indietro nel tempo,
dieci, venti, trent’anni,
tanti, tanto tempo.
E come l’acqua che scende
dalla cascata, i pensieri
affollano lo spiraglio
aperto nella mia mente.
E percorrere questa strada
col mio primo piccolo amore,
allora unica risorsa per 
il suo sonno.
Vagare per i boschi, camminare
sapendo di vedere i sentieri,
poi invece perdersi in quel
vagare.
Salire e scendere tutti i giorni
quella strada per un lavoro
che rubava il tempo
non più ritrovato.
E anche più tardi
quando il caldo lasciava
spazio ai primi venti d’autunno,
qui abbiamo passato
i pomeriggi delle nostre domeniche.
Forse è meglio richiudere
questo spiraglio, lasciare
i ricordi là dove hanno
albergato fino ad oggi.
Non sono religioso, ma oggi
se potessi farei mia una preghiera,
per ringraziare
la vita del tempo che mi ha concesso,
di quello che ancora mi darà
e di tutto ciò che mi ha
dato per riempirlo.


TG

2016