domenica 23 marzo 2014

Et ego is sum qui mentiar



E mento a me stesso

Mi sfugge un concetto!
Un pensiero astratto risulta essere solo frutto di una immaginazione
Che traspare dai nostri comportamenti. Ma se io  inquino i miei comportamenti
Al punto di travisare l'idea della realtà. Un azzardo chiuso dietro i miei occhi.
Ora se io decidessi improvvisamente di cambiare questa realtà presentata
Forse questo potrebbe esserne un risultato:

Socchiusi gli occhi e nell’attimo stesso in cui le palpebre si univano,
il volto di quella donna si materializzò  davanti al mio essere .
Vano il mio tentativo di sfuggirle, era lì e fissava dentro di me,
scavava nel più profondo, estraendo dal mio corpo e dai miei pensieri
briciole di vita e d’amore. Nella debole volontà di resisterle, si disperdevano quelle poche unità di forza
e pensieri rinfusi nella mia mente.
Scivolando lentamente giù verso un giorno nuovo e già passato.
E si ripete infinitamente la ruota del nostro vicino universo
Di cui parte integrante siamo tutti noi.
E niente valgono le lacrime nascoste mentre scendono
Da quegli occhi stanchi e arrossati se non viste.
Forse uno sfogo, un’espressione di debolezza o un mancato
Ruolo nella propria vita.
Cosi ti rialzi, torni ad aprire i tuoi occhi, forzando un senso di disaggio,
mentre la nausea sale dalle viscere. Ma devi rimandare giù, devi
proseguire la tua commedia, sentire senza ascoltare, guardare e non vedere.
Luminescente piccola esistenza.