lunedì 21 settembre 2015

Larva dierum stultus





Il brano che ascolto dice che fuori sta piovendo,
ma anche se fuori non piove,
l’acqua sta bagnando la mia mente
dove solo pensieri,
pensieri del nulla che vacilla,
il nulla dove nascondo la mia anima
nella certezza di non perderla.
Paura di perdermi nelle strade della follia,
dei giorni corsi a vivere,
del tempo passato, perso e mai ricordato.
Nel momento in cui giunto ad un punto
è sfumato o non memorizzato il punto precedente.
Vuoti di vita, fretta di vivere,
passi che calpestano e segnano la mia.
I miei passi certi ed incerti,
la mia maschera, quella dei giorni stupidi,
ad essere la parvenza di una superficie
nata a nascondere un’essenza di umanità
inammissibile nei nostri tempi.
Un profondo respiro, l’estasi del momento
dell’amore o la solitudine del mio essere
evanescente come la nebbia d’autunno.
E tornano le gocce della pioggia, che
anche questa sera scendono sul viso
per unirsi alle lacrime e nascondere
questo mio stato…..
G.

domenica 6 settembre 2015

Parvum gradum in vacuitatem cogitationum




Dalla strada i rumori, la fretta di chi vuole essere in un posto
dimenticandosi di vedere tutti quelli che lascia sulla via che percorre .
e mi accorgo di quanto le persone stiano diventando insensibili
davanti alla realtà . oggi si è persa l’intercomunicabilità .
La comunicazione si svolge essenzialmente attraverso questi tasti che
sto premendo scrivendo queste riflessioni.
E vedo per strada tanti nostri errori , la guida oggi è diventata molto difficile,
volante e telefono, volante e messaggi, volante e video,
volante e incidenti………..
Anche quando non abbiamo questi mezzi di comunicazione
in mano, siamo convinti del nostro egocentrismo,
in una situazione stradale di pericolo, dimentichiamo di alzare il piede 
dall’acceleratore o magari di premere il freno. fuori dal nostro veicolo
c'è la finzione , è “reality” visto attraverso i nostri finestrini. siamo diventati spettatori 
e anche attori di una vita fatta di finzione dove si è perso il contatto fisico 
con noi stessi e gli altri.
Ho realizzato ora che due settimane fa quando ho avuto l’incidente,
questo avrebbe in realtà potuto essere anche grave.
Ad un’intoppo stradale il camper che mi precedeva si è fermato e io pure dietro di lui.
Quando ho visto le luci della retromarcia accendersi, ho cominciato a suonare
per avvertire che dietro c’ero io, ma purtroppo non ha sentito in tempo e ha praticamente
schiacciato la parte anteriore del mio scooter fermandosi prima di travolgere anche me.
Ma come dicevo. solo ora rivedo la sequenza come ci siamo abituati a vedere nelle 
finzioni televisive o cinematografiche.
“Una parete bianca davanti a me, il pensiero delle giornata di lavoro che stava per cominciare 
due luci bianche in basso a quella parete che si accendono, “quelle della retro” e la parete che comincia ad avvicinarsi a me. suono e sono convinto di vedere due luci rosse accendersi.
intanto quella parete lentamente comincia a schiacciare la ruota del mio scooter con quel rumore di plastica rotta, sovrastando quello del mio clacson che disperatamente cercava di farsi sentire.
E finalmente si ferma, dopo aver schiacciato la ruota, piegato il forcellone e il telaio,
…..prima di travolgere il sottoscritto…..
Un’incidente banale ma pericoloso per il modo in cui è stato vissuto,

dimenticandomi di restare nel corpo in cui vivo.

G.