Dalla strada i rumori, la fretta di chi vuole essere in un posto
dimenticandosi di vedere tutti quelli che lascia sulla via che percorre .
e mi accorgo di quanto le persone stiano diventando insensibili
davanti alla realtà . oggi si è persa l’intercomunicabilità .
La comunicazione si svolge essenzialmente attraverso questi tasti che
sto premendo scrivendo queste riflessioni.
E vedo per strada tanti nostri errori , la guida oggi è diventata molto difficile,
volante e telefono, volante e messaggi, volante e video,
volante e incidenti………..
Anche quando non abbiamo questi mezzi di comunicazione
in mano, siamo convinti del nostro egocentrismo,
in una situazione stradale di pericolo, dimentichiamo di alzare il piede
dall’acceleratore o magari di premere il freno. fuori dal nostro veicolo
c'è la finzione , è “reality” visto attraverso i nostri finestrini. siamo diventati spettatori
e anche attori di una vita fatta di finzione dove si è perso il contatto fisico
con noi stessi e gli altri.
Ho realizzato ora che due settimane fa quando ho avuto l’incidente,
questo avrebbe in realtà potuto essere anche grave.
Ad un’intoppo stradale il camper che mi precedeva si è fermato e io pure dietro di lui.
Quando ho visto le luci della retromarcia accendersi, ho cominciato a suonare
per avvertire che dietro c’ero io, ma purtroppo non ha sentito in tempo e ha praticamente
schiacciato la parte anteriore del mio scooter fermandosi prima di travolgere anche me.
Ma come dicevo. solo ora rivedo la sequenza come ci siamo abituati a vedere nelle
finzioni televisive o cinematografiche.
“Una parete bianca davanti a me, il pensiero delle giornata di lavoro che stava per cominciare
due luci bianche in basso a quella parete che si accendono, “quelle della retro” e la parete che comincia ad avvicinarsi a me. suono e sono convinto di vedere due luci rosse accendersi.
intanto quella parete lentamente comincia a schiacciare la ruota del mio scooter con quel rumore di plastica rotta, sovrastando quello del mio clacson che disperatamente cercava di farsi sentire.
E finalmente si ferma, dopo aver schiacciato la ruota, piegato il forcellone e il telaio,
…..prima di travolgere il sottoscritto…..
Un’incidente banale ma pericoloso per il modo in cui è stato vissuto,
dimenticandomi di restare nel corpo in cui vivo.
G.