Cosa ho
fatto, e cosa farò, nel tempo un disegno, una bozza di destino
E mi scivola
fra le dita, lenta questa sabbia della clessidra dei nostri giorni.
Ho chiuso
gli occhi, forte gli ho chiusi fino a sentire il dolore spingere le lacrime,
nulla ,
nulla è cambiato. La verità, la realtà, il presente, tutto si insinua
a dimostrare
la tua fragilità, quella di un uomo nascosto dietro le pieghe
di un falso
sorriso. Parole difficili da capire eppure cosi facilmente spese,
come se
fossero inutili centesimi scomodi nelle nostre tasche.
Un’altra
volta chiudo gli occhi, frugando alla ricerca delle giuste parole
Da imprimere
su un foglio e che diano un senso al mio stato.
Finalmente
una luce si fa strada, la luce del tempo.
Questo era
il mio tempo, tempo che mio più non è.
Tempo che
appartiene al senso della vita più grande che io possa avere .
Non l’ho
più, e non per colpa ma per amore della vita.
A lei prima
l’ho ceduto, giorno dopo giorno,
l’ho amata e
sempre più amata.
E questo
tempo l’ho gioito inizialmente con lei finchè
Un piccolo
essere urlante non è giunto a reclamare
Il suo
diritto al nostro tempo. E cosi è stato
finchè poi
Un altro
piccolo essere vivace è giunto a pretendere
Anche lei la
sua parte di tempo.
Negli anni
sono giunti anche altri due piccoli sorrisi,
infinita
gioia per il mio povero cuore collassante di
tanta
felicità.
Il tremore
del tempo perso, per chi non aveva non
Aveva il
diritto di portarmelo via. Tempo perso
Non regalato
alle mie insegne di vita.
Inevitabilmente
sul mio volto, si percepisce un leggero sorriso,
ogni volta
che il loro pensiero lampeggia nella mia mente.
Probabilmente
sembrerò strano,
ma cosi sono
felice di esserlo,
perché amo
la mia famiglia,
L A C D G
G.