lunedì 21 luglio 2014

Stillæ super faciem meam



Un altro giorno, ho cambiato panchina.
Sono tornato su quella dove vidi dall’altra parte del fiume una ragazza, con il suo cane e la sigaretta fra le dita.
Sono sudato, gocce scivolano dalla fronte e con le braccia 
umide e appiccicose.
Qui all’ombra mi rilasso, 
ma oggi appena seduto, non so perché, 
un pianto represso e voleva urlare 
cosa e perché come detto non lo so 
e il mio orgoglio di uomo 
ha spento in gola 
quella voglia che non aveva motivo di essere.
Ora mentre scrivo, la mano trema. 
Allora alzo ulteriormente il volume della musica, 
ma mi stanno fregando,
eccole di nuovo quelle lacrime, 
con tutta la loro prepotenza.
Faccio fatica a vedere il mio scritto su questo foglio.
La vista appannata 
dalle lacrime che si perdono 
con il sudore gocciolante dalla fronte.
Sono qui solo, per mia fortuna solo.
E finito il brano e l’ho sentito tre volte.

Meglio lasciare scorrere quelli successivi e tornare a vedere il mondo intorno.....

G

 

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