lunedì 14 luglio 2014

De vitae sensu



Cosa ho fatto, e cosa farò, nel tempo un disegno, una bozza di destino
E mi scivola fra le dita, lenta questa sabbia della clessidra dei nostri giorni.
Ho chiuso gli occhi, forte gli ho chiusi fino a sentire il dolore spingere le lacrime,
nulla , nulla è cambiato. La verità, la realtà, il presente, tutto si insinua
a dimostrare la tua fragilità, quella di un uomo nascosto dietro le pieghe
di un falso sorriso. Parole difficili da capire eppure cosi facilmente spese,
come se fossero inutili centesimi scomodi nelle nostre tasche.
Un’altra volta chiudo gli occhi, frugando alla ricerca delle giuste parole
Da imprimere su un foglio e che diano un senso al mio stato.
Finalmente una luce si fa strada, la luce del tempo.
Questo era il mio tempo, tempo che mio più non è.
Tempo che appartiene al senso della vita più grande che io possa avere .
Non l’ho più, e non per colpa ma per amore della vita.
A lei prima l’ho ceduto, giorno dopo giorno,
l’ho amata e sempre più amata.
E questo tempo l’ho gioito inizialmente con lei finchè
Un piccolo essere urlante non è giunto a reclamare
Il suo diritto al nostro tempo.  E cosi è stato finchè poi
Un altro piccolo essere vivace è giunto a pretendere
Anche lei la sua parte di tempo.
Negli anni sono giunti anche altri due piccoli sorrisi,
infinita gioia per il mio povero cuore collassante di
tanta felicità.
Il tremore del tempo perso, per chi non aveva non
Aveva il diritto di portarmelo via. Tempo perso
Non regalato alle mie insegne di vita.
Inevitabilmente sul mio volto, si percepisce un leggero sorriso,
ogni volta che il loro pensiero lampeggia nella mia mente.
Probabilmente sembrerò strano,
ma cosi sono felice di esserlo,
perché amo la mia famiglia,
L A C D G

G.


lunedì 16 giugno 2014

Nuntiatum est pluvia




C'è uno strano silenzio quando si fa sera. La mia disabitudine a questa tranquillità porta un vuoto, una sensazione di disorientamento. e cercando di riflettere sulla condizione, questo vuoto sembra ingigantire nell'assoluta mancanza di presenze. Cosi semplicemente metto la cuffia e ascolto musica,  anche se spesso dimentico di farla partire. qui davanti al mio computer, evado "navigo" alla ricerca di materiale da postare sui miei blogs. Fuori il cielo nero sta lasciando cadere quella pioggia annunciata, tanta quando arriva. Esco fuori un momento e la prima goccia mi cade sul braccio e posso vedere nella sua nera trasparenza, riflesse le luci dei nostri lampioni qui fuori nel parcheggio. Anche con la pioggia il cane del vicino abbaia, rompendo il silenzio della sera. Solo ora mi accorgo della tristezza che fa capolino con le lacrime perse nelle gocce di pioggia che bagnano il mio volto. Ora rientro, nella mia effimera convinzione che qualcuno stia aspettando Quello che posterò sul blog questa sera. Ma stasera manca lo spirito della mia insana passione per la condivisone

G.

lunedì 9 giugno 2014

A pauperis imaginationem


E seguo i miei passi, lentamente si

trascinano lungo questa strada.

poco tempo, poca gente e penso.

Un filo sottile che non riesce

a tenere insieme quei pensieri.

Lampi di ricordi, perfide angosce

indefinibili sensazioni.

Ascolto il pulsare del sangue e

se chiudo gli occhi, forte è il

desiderio di sonno, di fuga dalle idee,

dalla mia povera immaginazione.

G.

lunedì 5 maggio 2014

Sed Alessandra



Eccomi qui anche oggi,
in questo mio minimondo che mi creo
qui seduto su una panchina in questo angolo della città.
Pervaso o forse invaso da una strana inquietudine,
e leggermente stordito da una musica
a tratti ritmata e spesso dolce
che esce dal mio piccolo Ipod.
Credo sia  una profonda stanchezza che come la risacca del mare, ogni giorno lambisce le mie rive. Erodendo lentamente gli scogli, i miei giorni.
Un piccolo tempo e subito il pensiero, la rabbia che schiuma nel fondo di un niente che cresce. Nulla riesce al di là delle speranze.
E a nulla serve cercare di evitare il pensiero doloroso, perfido ti raggiunge, chiudendo per un attimo il tuo sorriso dietro un velo di tristezza. Anche se quello di mio padre, col tempo nella traccia che
Ci ha lasciato ritrovo un giusto equilibrio,
tu mi fai ancora male e la sola speranza,
quella di non pensarti troppo
e scrivere queste mie lacrime.
E’ difficile… Piccola..
Zio

domenica 23 marzo 2014

Et ego is sum qui mentiar



E mento a me stesso

Mi sfugge un concetto!
Un pensiero astratto risulta essere solo frutto di una immaginazione
Che traspare dai nostri comportamenti. Ma se io  inquino i miei comportamenti
Al punto di travisare l'idea della realtà. Un azzardo chiuso dietro i miei occhi.
Ora se io decidessi improvvisamente di cambiare questa realtà presentata
Forse questo potrebbe esserne un risultato:

Socchiusi gli occhi e nell’attimo stesso in cui le palpebre si univano,
il volto di quella donna si materializzò  davanti al mio essere .
Vano il mio tentativo di sfuggirle, era lì e fissava dentro di me,
scavava nel più profondo, estraendo dal mio corpo e dai miei pensieri
briciole di vita e d’amore. Nella debole volontà di resisterle, si disperdevano quelle poche unità di forza
e pensieri rinfusi nella mia mente.
Scivolando lentamente giù verso un giorno nuovo e già passato.
E si ripete infinitamente la ruota del nostro vicino universo
Di cui parte integrante siamo tutti noi.
E niente valgono le lacrime nascoste mentre scendono
Da quegli occhi stanchi e arrossati se non viste.
Forse uno sfogo, un’espressione di debolezza o un mancato
Ruolo nella propria vita.
Cosi ti rialzi, torni ad aprire i tuoi occhi, forzando un senso di disaggio,
mentre la nausea sale dalle viscere. Ma devi rimandare giù, devi
proseguire la tua commedia, sentire senza ascoltare, guardare e non vedere.
Luminescente piccola esistenza.