lunedì 10 febbraio 2014
Imago in memoria
È un viale immerso in una debole nebbia. Sui bordi si allungano vecchi
tigli.
Le rosse foglie di un autunno inoltrato, perse a ricoprire una strada
ormai dimenticata.
Dai rami all’improvviso spunta uno scoiattolo. Si ferma a guardarmi, mi
osserva per un istante.
Sono certo che se in quel momento
ci fosse un pensiero nella sua mente, io ne sarei al centro.
Povero disperato, in un angolo di terra dimenticato e tornato a galla nei fragili ricordi impressi nella mente di un bambino che giocava a correre
lungo questo viale.
Voci e grida perse nel tempo.
Affanni, cadute, pianti e ancora
voci grida, vita.
Poi lentamente si assopisce il ricordo, sfumano gli alberi, svaniscono i
suoni, cambia la luce e si trasforma. Un neon prende il posto di un tiepido
sole, i caldi colori dell’autunno lasciano il posto
al brusio delle macchine, alle persone che si accalcano alla rincorsa di
uno status che in realtà non è vita.
Ma solo pura finzione.
martedì 7 gennaio 2014
Alessandra
forse mi sono sempre rifiutato
di credere che questo potesse accadere.
Ho ascoltato parole, parole da chi
Doveva riconciliare quella vita
Che più non è, con il di là.
Ma nulla ho sentito al di là del tuo nome
Che potesse ricondurre alla
Bellezza del tuo vivere la tua vita.
Sono rimasto in fondo alla chiesa
Non per scelta, ma perché troppi
Ti hanno voluto bene.
Scusa ma qualche lacrima mi è scappata.
Ma tanto mi ha fatto male il tuo dolore
finito,
il dolore di mia sorella e quello di suo
marito.
Il dolore poco nascosto di tuo fratello
E quello di chi non ha potuto farmi stare
più
Vicino a quel tuo corpicino chiuso nel
provvisorio
Involucro del tempo che non hai più.
Ho sentito dietro di me le lacrime
Delle mie figlie, quelle tue cugine
lontane
Ma tanto vicine del loro affetto.
Tanto potremmo scrivere,
senza nulla inventare,
Ciao piccolo Angelo
Zio Gianni
Non ho finito questo brano, ma non ho voluto........
Non ho finito questo brano, ma non ho voluto........
lunedì 2 dicembre 2013
Dubitationes, vitae
un bagliore istintivo ha penetrato i miei occhi
e leggero come è apparso è svanito, tornato
nel profondo della memoria.
E così che qualche volta quel pensiero
semina i dubbi della vita.
E scorre l’acqua del tempo, lasciando
solchi su questa mia pelle, cambiano
le facce che attraversano il tempo.
Ma le ombre non finiscono e si delineano
con il sole che ha bruciato i miei capelli
sul muro dei miei limiti.
Basta chiudere un poco gli occhi,
farsi cullare dolcemente dalla musica
e non esisto più.
domenica 17 novembre 2013
lunedì 4 novembre 2013
Incipit insidiatur
T.T.L.L.
E non suonava quel maledetto telefono,
tu cosa facevi in quel momento?
Mi manchi, tanto sai,
al punto che ho portato
avanti l’orologio per darmi
l’illusione che manca meno tempo.
L’ho sentito, suonava felice,
l’ho staccato ed ho sentito la tua voce
che tanto avevo voglia di sentire.
Breve, malinconica è stata
La nostra conversazione.
Qualche minuto di leggera felicità
Mi ha stretto il cuore.
Poi tristemente posarlo e tornare.
Ricomincia l’attesa.
Trevisan Jean
21.06.1975
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